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  • 237×319 I viaggi di Gulliver

4.50

Il romanzo si compone di quattro parti, una per ciascun viaggio intrapreso dal protagonista, l’inglese Lemuel Gulliver, un medico che prende la via del mare quando la sua attività a terra fallisce. La storia si svolge tra il 1699 e il 1715, è narrata in prima persona, spesso imitando a fini ironici e sarcastici lo stile freddo e distaccato dei resoconti ufficiali di viaggio. Il primo viaggio (che va da 1699 al 1702) è anche il più noto, e racconta di come Gulliver, salpato dalla città inglese di Bristol, si ritrovi, dopo un naufragio, sulla spiaggia della terra sconosciuta di Lilliput. Qui il protagonista è circondato da tanti minuscoli ometti (la cui statura s’aggira sui quindici centimetri) che l’hanno legato con mille reti, timorosi che con la sua mole possa devastare il loro territorio. In realtà i lillipuziani si rivelano un popolo molto ospitale: essi lo conducono in città, gli offrono ospitalità e lo sfamano. Gulliver ha anche un incontro molto cordiale con l’imperatore di Lilliput, che decide di usarlo come arma contro l’isola di Blefuscu, abitata dagli acerrimi nemici dei Lillipuziani. I due popoli sono divisi soprattutto da una controversia: da quale estremità spaccare esattamente un uovo. Gulliver all’inizio acconsente, ma a causa degli intrighi di corte fra i “tacchi alti” e i “tacchi bassi” – altro elemento di satira contro le futili divisioni dei lillipuziani e degli uomini veri – Gulliver perde il favore della corte, benché abbia salvato la città da un’incendio urinando sulle fiamme. Egli viene dichiarato traditore e condannato a morte,ma riesce a fuggire su una barca abbandonata e, nel tentativo di raggiungere la terra dei Blefuscu viene raccolto da una nave e riportato a casa 2. Il secondo viaggio (1706-1710) risulta in qualche modo opposto e speculare al primo: Gulliver si imbarca nuovamente ma, dopo una tempesta, il protagonista è abbandonato su un’isola mentre i compagni cercano viveri e acqua. Qui Gulliver incontra dei giganti, i Brobdingnag. Qui un gigantesco contadino di quasi 22 metri lo raccoglie tra l’erba e lo tiene come un piccolo animale domestico; a volte, lo fa esibire per denaro. Un giorno lo cede alla regina che lo usa per fare divertire la corte e che per lui fa costruire una piccola casetta portatile. Pur avendo l’occasione di discutere con l’imperatore dei giganti delle condizioni in cui versa l’Europa, la permanenza tra i Brobdingnag è per Gulliver molto sgradevole, in particolare a causa della loro ripugnanza (ogni particolare ed odore fisico è infatti ingigantito) e dello stile di vita umiliante che è costretto a condurre 3. Gli animali, poi, sono un autentico pericolo per lui (ha un incontro quasi fatale con delle enormi vespe), ma sarà proprio un animale a salvarlo involontariamente. Infatti, durante una gita con la coppia reale, la gabbietta in cui è tenuto viene afferrata da un’aquila e poi fatta cadere in mare. Grazie a questa circostanza Gulliver riesce a mettersi in salvo e a tornare ancora una volta dalla moglie e dai figli. Ma le avventure non sono ancora finite: infatti Gulliver decide di imbarcarsi ancora per quello che è il suo terzo viaggio (1706-1710). In viaggio verso le Indie Orientali e fortunosamente scampato ai pirati, Gulliver finisce nella terra fluttuante di Laputa, abitata da studiosi di musica e matematica del tutto inetti sul piano pratico. Gli scienziati di Laputa all’accademia di Lagado si dedicano infatti ad esperimenti assurdi e ricerche assai improbabili (come estrarre raggi di sole dalle zucche o costruire case partendo dal tetto), che dimostrano come il sapere teorico sia del tutto inutile se non ha effettive ricadute pratiche 4. Gli abitanti di Laputa opprimono dal cielo gli abitanti di un’altra terra Balnibarbi, dove Gulliver decide di recarsi. Da qui visita Glubbdubdrib, dove incontra alcuni personaggi storici – tra cui Giulio Cesare – che giudica decisamente più ordinari rispetto a come vengono descritti nei libri. Dopo una sosta tra i Luggnaggiani e gli Struldbrugs (esseri immortali che vivono la loro considerazione come una pena, dato che non è stata concessa loro l’eterna giovinezza e sono perciò vecchissimi) Gulliver torna ancora una volta in Inghilterra, passando prima per il Giappone. Durante il quarto e ultimo viaggio (1710-1715) Gulliver si trova di nuovo alle prese con una disgrazia marittima: l’ammutinamento del suo equipaggio. Arriva così fortunosamente nella terra popolata dagli Houyhnhnms, cavalli dotati di raziocinio, e dai loro servitori, gli Yahoo, che sono esseri umani nell’aspetto ma abbruttiti nel corpo e nello spirito. Gulliver fa presto amicizia con i cortesi ed evolutissimi Houyhnhnms, impara la loro lingua e spiega loro la Costituzione inglese. La società degli Houyhnhnms si basa sui principi della più pura razionalità: essi non hanno religione e non conoscono dolore per la morte (anche quella dei loro cari), la loro struttura sociale è basata sulla famiglia con due figli di ambo i sessi e nella loro lingua non ci sono termini per definire i sentimenti, la falsità, l’ipocrisia. Il loro disprezzo per gli Yahoo si esplica nel fatto che, quando vogliono esprimere un concetto o un parere negativo, postpongono a ciò che dicono il termine “yahoo”. Gulliver, disgustato dagli Yahoo così simili a lui, chiede di essere ammesso tra questi cavalli sapienti. Tuttavia gli Houyhnhnms, temendo che la natura malvagia di Gulliver possa prima o poi manifestarsi, lo bandiscono. Addolorato ma rassegnato, Gulliver si costruisce una canoa e, presa la via del mare, viene raccolto da una nave portoghese. Benché il capitano lo tratti assai bene, Gulliver considera ormai tutti gli esseri umani come dei disgustosi Yahoo. Tornato a casa, non sopporta più la presenza di moglie e figli, tanto ne è disgustato 5. Ormai pazzo, Gulliver troverà pace solo nella stalla, dove trascorrerà le proprie giornate parlando con i cavalli.

Jonathan Swift

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